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Qui di seguito indichiamo quante aziende risultano incorporate nei seguenti paesi offshore ( dati riferiti alla fine del 1994 ):

Caraibi:

Anguilla 3.590, Antigua 3.500, Aruba 5.000, Bahamas 71.000, Barbados 1.630, Bermuda 7.900, Isole Vergini Britanniche 135.000, Isole Cayman 31.610, Antille Olandesi 33.000, Turks & Caicos 12.800, St. Kitts & Nevis (n.d.), St. Vincent (n.d.).

Centro America:

Belize 2.020, Panama 306.100.

Europa:

Isole del Canale ( Alderney 1.000, Guernsey 14.010, Jersey 29.250, Sark 800 ), Cipro 67.900, Gibilterra 54.000, Irlanda 227.000, Isola di Man 34.290, Liechtenstein 60.000, Lussemburgo 50.400, Madeira 1.500, Malta 17.150, Monaco (n.d.), Svizzera (n.d.).

Isole del Pacifico:

Isole Cook ( n.d.), Labuan 360, Vanuatu 2.050, Samoa occidentali (n.d.)

Altre zone offshore:

Hong Kong 420.000, Mauritius 1.870, USA ( Delaware n.d., Nevada n.d. ).

 
     

 

  Il 18 aprile del 2002, dopo una serie di rinvii e di differimenti, l'ultima deadline dell'O.C.S.E., che, con un comunicato riduce i paradisi fiscali da 35 a 7: restano, pertanto, 7 i paesi che non si sono adeguati e che sono rimasti sulla lista nera: si tratta di Andorra, Liberia, Liechtenstein, isole Marshall, Monaco, Nauru e Vanuatu.

20 Maggio 2003. Vanuatu e' stata rimossa dall' OCSE dalla lista dei Paesi a bassa tassazione che non collaborano per lo scambio di informazioni e trasparenza bancaria. La cooperazione avra' inizio a partire dall' 1 Gennaio 2005.

12 Dicembre 2003. Nauru e' stata rimossa dall' OCSE dalla lista dei Paesi a bassa tassazione che non collaborano per lo scambio di informazioni e trasparenza bancaria. La cooperazione avra' inizio a partire dall' 1 Gennaio 2005.

Pertanto, alla data di oggi 16 Febbraio 2004, la balck list include soltanto I seguenti paesi: Andorra, Liberia, il Principato del Liechtenstein, la Repubblica delle isole Marshall, e il Principato di Monaco.

 

 

 

 

 

 

 

 
 

Mercoledì 19 Maggio 2004 Unione europea e Svizzera da mercoledì sono più vicine: il presidente della Commissione europea Romano Prodi e il presidente della Confederazione Joseph Deiss hanno firmato a Bruxelles una dichiarazione politica che spiana la strada a nove nuovi accordi bilaterali. Punto cruciale era il segreto bancario, che la Svizzera è riuscita comunque a tutelare.Il presidente della Commissione, rispondendo ai giornalisti, ha negato che l’accordo con la Svizzera sulla tassazione dei risparmi rappresenti un consolidamento dei paradisi fiscali. «  Ci sarà un forte progresso nel pagamento delle imposte.
Non è la soluzione di tutti i problemi, ma in politica si fanno le cose possibili  » , ha continuato Prodi. Inoltre ha rilevato che l’accordo sulla tassazione pone «  dei limiti forti all’evasione fiscale, conservando un certo grado di anonimità  » . La Svizzera, pur conservando il segreto bancario, si impegna comunque a riscuotere un’imposta anticipata sui risparmi che i cittadini Ue non residenti depositano negli istituti bancari elvetici. Una parte verrà poi riversata nelle casse dei paesi di residenza dei risparmiatori.
Il presidente della Confederazione ha ribadito che anche dopo la conclusione dei bilaterali bis l’adesione della Svizzera all’Ue «  resta un obiettivo strategico. La richiesta di adesione è depositata ed è stata congelata, non ritirata  » . Entro il 2006 il Consiglio federale presenterà un’analisi sugli effetti di un’eventuale adesione sui settori più sensibili. «  In Svizzera  – ha affermato Deiss –  oggi non esiste sostegno popolare all’adesione. Per questo è importante avere rapporti bilaterali su una base amichevole  » .
Se un’adesione elvetica risulta ancora molto improbabile, resta comunque ancora da chiarire la procedura dell’approvazione dei nove accordi, che si preannuncia complessa, sia da parte svizzera che europea. 

 

 

 

 

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